No tic por, Barcellona commemora le vittime del terrorismo

Manifestacion No tic PorQuesto non è un blog politico né tanto meno scritto in prima persona, però in questo caso si farà un’eccezione.

Sabato 26 agosto 2017 si è tenuta a Barcellona la manifestazione in memoria delle vittime dell’attacco terroristico del 17 agosto sulle Ramblas. Lo slogan generale era “no tic por“, non ho paura. Anche noi c’eravamo. Abbiamo dato il nostro piccolo contributo alla lotta contro il terrorismo e soprattutto al ritorno alla normalità dopo che città ha sofferto una simile strage.

Rosas sobre ambulanciaTuttavia, la manifestazione non è stata proprio quello che ci si aspettava. Il dolore e il rifiuto del terrorismo avrebbero dovuto creare una sola voce silenziosa lungo tutto Passeig de Gracia e fino a Plaça Catalunya, che sarebbe stata la risposta più forte. Invece i manifestanti hanno apportato ognuno il proprio piccolo distinguo, la propria rivendicazione o rancore mai sopito. A dispetto dell’auspicio del sindaco della città Ada Colau affinché non ci fossero bandiere, di bandiere alla fine ce n’erano fin troppe. Alcune innocue, anche se forse non particolarmente significative in questo caso, come quelle di Equador, Tibet o Bolivia. Portate probabilmente da anonimi cittadini che volevano rimarcare la loro appartenenza alla città ferita. Altre più problematiche, a partire dalla “estelada“, la bandiera dell’Indipendentismo catalano. Bandiera assolutamente legittima ma che in questo caso invece di unire creava una frattura e non apportava qualcosa in più alla manifestazione. Allo stesso modo di alcuni cartelli contro la vendita di armi a paesi stranieri. Posizione condivisibile, certo, ma è questo il momento di sollevare il problema? Come se il furgone che falciò 15 persone fosse teleguidato dalle lobby delle armi o addirittura dal governo di Madrid.

Manifestación MonarquicosInfine, forse il più originale, un gruppo di monarchici che è sceso in piazza con un grande striscione con scritto: “La Spagna contro il terrorismo: grazie maestà” e un’effige di Felipe VI che ricordava i ritratti dell’Ayatollah Khomeyni negli anni ’80. Tutto molto fuori luogo ovviamente. Inoltre dopo aver sfilato tra due ininterrotte ali di fischi, una volta arrivati in Plaça Catalunya, i monarchici non sono riusciti a entrare, bloccati da altri manifestanti che probabilmente non nutrivano troppa simpatia per la monarchia borbonica. Alla fine la polizia ha dovuto creare un cordone e invitare i monarchici a lasciare la piazza. È stato un momento molto triste. Provocatori i primi, intolleranti gli altri.

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